La strada perduta

Quest’ultimo anno è stato devastante. Il mondo che speravo di ritrovare dopo le chiusure dovute alla pandemia era solo un’illusione nata dalla mia fantasia. Mi sono ritrovata in una società confusa, smarrita, attanagliata dai problemi economici e con un disperato bisogno di ripartire pur non avendone le forze.

Le persone hanno dimenticato subito le immagini delle sale rianimazioni, le file di bare ammassate in attesa di cremazione, i pesanti bollettini medici. Tutti hanno ricominciato a correre, incattiviti ed esasperati nel disperato tentativo di riappropriarsi del tempo perduto, di tornare a una timida vita normale.

Ma le saracinesche ancora abbassate e che forse non riapriranno, i nuovi poveri, le famiglie devastate dal lutto, potranno mai tornare a una vita normale? Io non credo.

Quanto a me, mi sono ritrovata sopraffatta dagli impegni del mio lavoro di impiegata non avendo più la forza per tornare ai ritmi di prima. Ho passato settimane senza riuscire a dare un senso alle mie giornate, lavorare, seguire le mie collaborazioni come copywriter freelance, studiare per l’università, seguire corsi di aggiornamento sulla scrittura

È stato tutto molto difficile. Ancora una volta ho pensato di mollare tutto, di arrendermi, ma so già che non posso e non voglio farlo. Oggi scrivo dalla casa di famiglia al mare, una casa abbandonata per tanti mesi a causa del virus e dove sto ritrovando un po’ di serenità dopo mesi di incertezza e settimane di pura follia. È tempo per me di ritrovare la strada perduta.

tramonto mare
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