Il coraggio di essere ribelli, creativi e anche un po’ folli


Ho sempre sostenuto che l’universo ci parla, ci manda dei segnali, dobbiamo solo saperli cogliere. La spinta al cambiamento nonostante la mia età mi è arrivata leggendo la storia di un ragazzo ribelle.

Oggi, leggendo uno stralcio di un libro di Terzani e una lettera di Bukowski sul lavoro, ho ricevuto la risposta a domande che mi stavano ossessionando. Questa lettera sul lavoro che il grande scrittore Bukowski ha inviato al suo editore, raccoglie il mio pensiero sulla società attuale e sulle difficoltà che si incontrano per cercare di uscirne.

Ho riflettuto a lungo su cosa volessi fare della mia vita, perché, che ci piaccia o no, fare un lavoro che non ci appaga finirà col distruggerci o annientarci. Ho impiegato molto tempo a cercare di capire che cosa volessi fare e l’unica certezza che avevo era che nella nostra società non avrei più trovato un’occupazione avendo superato i 40 anni. Così ho capito due cose, la prima è che non volevo più essere chiusa in un ufficio o in qualunque altro luogo con un cartellino da timbrare, la seconda è che il lavoro lo avrei dovuto inventare, creare su misura per me.

Bukowski lasciò il suo lavoro di impiegato a 50 anni diventando un grande scrittore, questo mi ha dato tanto conforto e ispirazione. Così ho ritrovato fiducia sulla strada intrapresa, inseguire le mie passioni, lo shaping e la scrittura..

Da quando ho deciso di dedicarmi alla scrittura di contenuti e allo shaping, ho alternato momenti di euforia ad altri di profondo sconforto. Sto investendo molto tempo ed energia per ricominciare l’università, cercare di non abbandonare lo shaping nonostante i problemi al laboratorio, seguire corsi per migliorare nella scrittura, mantenere le piccole collaborazioni, continuare a lavorare con impegno in ufficio e curare i contenuti dei miei blog.

A volte non è facile. A volte penso che dovrei mollare, che alla mia età non si può vivere di sogni e bisognerebbe accontentarsi. Ma questo temo che per me non vada più bene. La mia non vuole essere una critica alla vita che ho fatto per 23 anni, ma vuole essere uno spunto di riflessione per chi, come me ha pensato che fosse troppo tardi per reinventarsi.

Concludo con una citazione di Tiziano Terzani dal libro “ La fine è il mio inizio”:

“Quello che ho fatto io non è unico. Io non sono un’eccezione. Io questa vita me la sono inventata, e mica cento anni fa, ieri l’altro. Ognuno la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione e un senso di sé che non sia solo quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui attorno a noi.”

“Vorrei che il mio messaggio fosse un inno alla diversità, alla possibilità di essere quello che vuoi. Allora, capito? E’ fattibile, fattibile per tutti.Cosa è fattibile? Fare una vita, una vita. Una vera vita, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci.”

Dobbiamo trovare il coraggio di essere ribelli, creativi e anche un po’ folli.

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