Come progettare una tavola da surf?

Ti racconto il mio percorso.

Come progettare una tavola da surf? Ti racconto il mio percorso. Il mio approccio alla costruzione è sempre stato molto naturale, istintivo. Una tavola la immagini nella testa, la sogni, ma lo shaping non è come una qualsiasi attività artigianale, richiede competenze specifiche e precisione. La creatività e la passione servono, ma per sagomare una tavola occorrono misure e parametri precisi. Quando inizio a creare una tavola ovviamente devo seguire delle procedure, e rispettare le misure, ma nella fase successiva spesso andavo a braccio.

Ho sentito quindi il bisogno di approfondire la fase che precede lo shaping.  Ho deciso così di seguire un corso di progettazione di surfboards grazie a un software dedicato. Per la mia formazione come sempre mi sono affidata al mio insegnante Fabio Giacomini e alla Handcrafting Surfboards Academy che collabora con il fornitore del software aku shaper. Il corso di progettazione mi ha permesso di avere un punto di vista diverso, più scientifico e razionale.

Affrontare questo percorso per me non è stato per niente facile. Al contrario del mio insegnante, ho molta difficoltà con i numeri e soprattutto ho avuto problemi nei passaggi da un’unità di misura all’altra. Un vero incubo. Un altro problema che ho dovuto affrontare è stato adattare le misure del progetto alla tavola che avevo davanti. Questo percorso ha sicuramente fatto emergere delle mie lacune e limiti. Come sempre accade sono limiti che per essere superati richiedono maggiore tempo. Il cervello deve allenarsi a lavorare con numeri e unità di misura diverse e l’occhio deve saper visualizzare ciò che è rappresentato sul progetto adattandolo alla tavola in lavorazione.

Il software consente di inserire tutte le misure e, sulla base di queste, progetta la tavola. Ma il lavoro non è tutto qui, nel corso della progettazione bisogna anche fare degli adattamenti per non precludere l’estetica del prodotto senza però alterarne la funzionalità. È un continuo gioco di adattamenti e modifiche per arrivare ad avere un progetto chiaro che permetterà di realizzare un prodotto che sia bello ma anche funzionale.

Come sempre accade nello shaping, la pazienza e la costanza sono la base di una buona progettazione. Per quanto il software sia intuitivo, bisogna lavorarci un pochino per capirne al meglio le funzionalità. A me come sempre serve più tempo ma questo lo ho già imparato, solo con la pazienza e la costanza si ottengono risultati buoni.

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